Bio è logico

di Luca Ciresola


Foto di Roberto Marin


Nel mese di giugno 2008, l'Assessorato all'Agricoltura della Provincia di Venezia ha presentato uno studio condotto da COSES sullo stato attuale e sulle prospettive future del comparto biologico nel nostro territorio. Oltre ad una ricostruzione del quadro quantitativo provinciale (aggiornato al gennaio 2008), il lavoro contiene una sintesi delle interviste condotte presso gli operatori del settore (produttori, associazioni di categoria, distribuzione), che approfondivano in particolare il rapporto esistente tra produzione e mercato.
A livello mondiale il comparto biologico è in salute, con una domanda in crescita che stimola a sua volta un aumento dell'offerta. L'Italia svolge un ruolo di assoluto rilievo, proponendosi come uno dei principali partner commerciali. In questo quadro, il Veneto e Venezia possiedono un peso piuttosto marginale.
Tuttavia, in uno scenario agricolo maturo e consolidato quale quello veneziano, il "sistema biologico" si sta sempre più strutturando, con 101 produttori diffusi lungo l'intero arco provinciale. Circa uno su due svolge già solo attività bio e crescono gli operatori in conversione. Anche i preparatori (24 aziende) - dediti alle fasi di etichettatura, stoccaggio, vendita, ecc. - sono in aumento, segno di un generale ampliamento delle modalità di consumo dei prodotti biologici. Su quasi 1.700 ettari di superficie (bio e in conversione) si coltivano diversi prodotti, dai cereali alle orticole, dalla frutta alla produzione di vino, quest'ultimo soprattutto nell'area di Lison-Pramaggiore, dove vi è l'isola vitivinicola biologica più grande d'Europa.
Tra le principali difficoltà che il comparto bio veneziano sta vivendo vi sono un'offerta ancora inadeguata rispetto alle esigenze dei consumatori, la difficoltà di organizzare filiere produttive-distributive che mantengano più bassi possibile i prezzi finali, la mancanza di una diffusa ed efficace attività di comunicazione.
A fronte di ciò possono essere intraprese diverse azioni, a sostegno dell'offerta, ma anche come stimolo della domanda. L'agricoltura biologica porta con sé notevoli potenzialità di sviluppo e può essere considerata anche una valida opportunità imprenditoriale. Cresce, infatti, l'attenzione verso la tutela ambientale e la salute, da parte di consumatori che risultano sempre più consapevoli e soddisfatti della qualità dei prodotti stessi. Risultati positivi potranno, inoltre, derivare dal potenziamento di modalità di commercializzazione (come vendita diretta, filiera corta, mercati agricoli) e impiego (medicinali, ristorazione, gestione del verde pubblico, ecc.) che sappiano esaltare le caratteristiche del metodo bio.


Luca Ciresola, giugno 2008 - Doc. COSES n. 969.2


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