Nautica nell'Adriatico


Foto di Isabella Scaramuzzi



Il 7 Salone Nautico di Venezia, ha ospitato due Convegni per i quali il COSES ha, a diverso titolo, collaborato con la Provincia di Venezia.
Il primo, tenutosi lo scorso 12 marzo 2008 dal titolo "CITTADELLA NAUTICA progetto possibile", organizzato in collaborazione tra COSES e Assessorato alle Attività Produttive della Provincia, ha, ancora una volta, sottolineato il valore della nautica per l'area veneziana analizzando i progetti in essere e in particolare lo stato di fattibilità e di localizzazione della "Cittadella Nautica di Marghera".
Alcune aziende hanno infatti manifestato un deciso interesse a sviluppare la loro attività in un'area della gronda lagunare che abbia accesso diretto in laguna. Si tratta di un insieme significativo, composto da circa venti imprese, con un numero di addetti stimato in 270 interni e 180 esterni ed un fatturato annuo di circa 70 milioni di euro.
Il Convegno ha rappresentato quindi l'occasione per mettere in evidenza sia i passi compiuti che quelli da fare, nonché per riflettere sul grado di fattibilità del progetto stesso. Un progetto considerato indispensabile e che è stato opportunamente inserito nell'insieme del sistema portuale Alto Adriatico, valutando le esperienze locali in atto in termini di sinergie tra cantieristica e nautica, oltre che di mirate politiche urbanistiche.
Allo scopo, è stata invitata ad esporre la progettualità per la Cittadella della Nautica di Ravenna l'Autorità Portuale nella persona di Vittoria Sbrighi, Responsabile dell'Ufficio Tecnico-Amministrativo. Hanno inoltre accettato il nostro invito a partecipare al confronto numerosi altri operatori: Distretto Nautica Cantieristica Veneziana, Renato Fabbro, InVenice, Presidente Diego Gallo, Assonautica, Giorgio Perini, Responsabile dell'ufficio Tecnico-Amministrativo, Comune di Venezia, Assessorato Urbanistica, Arch. Gianfranco Vecchiato.
Rimanendo in tema, il COSES ha redatto di recente il Documento di ricerca n. 855.2, marzo 2008, che raccoglie le interviste degli attori della filiera nautica, nonché il censimento e la mappatura dei punti nautici provinciali.
Ne risulta che il settore nautico-cantieristico coinvolge ben venticinque comuni della provincia veneziana, oltre la metà del totale, anche se, naturalmente, gran parte delle attività si svolge in quello di Venezia (oltre il 56%). Altri importanti insiemi sono presenti a Chioggia (16%), a Caorle (5%) e a Cavallino-Treporti (3,6%). Il restante 23% circa si trova frazionato negli altri comuni del territorio provinciale. Si può parlare quindi complessivamente di oltre 300 imprese attive, con una dimensione occupazionale stimata in 2.500 addetti.
Sono 18.915 i posti barca, disponibili tra acqua e terra, offerti complessivamente dalle 229 strutture censite ed esistenti. Si tratta di una stima costruita per difetto in quanto alcuni dati non sono stati resi disponibili dai soggetti, in specie dai "cantieri", dalle "darsene" 6.679 (7 dati non disponibili) e dai "rimessaggi" 4.560 (7 dati non disponibili). Soltanto nel caso delle "marine" il dato risulta completo (6.044 posti barca).

Sempre nel quadro della nautica veneziana, si è sviluppata la parte del progetto MARINAS che è stato oggetto del secondo Convegno (del 14 marzo 2008): MARINAS, Turismo integrato e nautica nell'Adriatico. Il paternariato comunitario tra le due sponde dell'Adriatico impegnerà il COSES specificatamente per la definizione di itinerari di turismo integrato.
Il progetto Marinas promuove difatti l'Adriatico come mare di unione e continuità per un'offerta turistica che riscopra i legami storici, culturali, sociali, ambientali e paesaggistici delle due coste e dei loro arcipelaghi. Utilizzando una tipica immagine veneziana - quella delle porte d'acqua (le porte di ingresso alle abitazioni dalle vie d'acqua) - potremmo dire che il progetto Marinas considera i porti dell'Adriatico come porte di accesso a città, regioni, fiumi o località meno conosciute dell'entroterra.
La conformazione morfologica della provincia di Venezia, caratterizzata da una forte concentrazione di ambienti acquatici (lagune e fiumi), è del tutto peculiare nel contesto adriatico. In quest'area, il progetto Marinas ha portato all'individuazione di alcuni itinerari turistici per diportisti che, partendo dalle porte d'acqua (località di partenza e arrivo), conducono il visitatore lungo alcune aste fluviali o canali lagunari, alla scoperta delle risorse presenti nelle aree più interne.

Gli itinerari individuati sono:

Le porte d'acqua, rispettivamente di Caorle, Treporti e Chioggia, sono state selezionate coerentemente con i principi ispiratori del progetto Marinas. Punti nautici e itinerari offrono una buona rappresentazione del paesaggio e delle tematiche provinciali, coinvolgono risorse ad alto potenziale, si integrano con progetti di valorizzazione locale e iniziative economiche già esistenti e garantiscono la compatibilità tra orari di navigazione e visita ai siti di interesse.



Localizzazione delle aree e strutture dedicate alla nautica
in provincia di Venezia


Fonte: elaborazioni SIT COSES su dati di fonti varie, aprile 2007



L'intervento del COSES al Convegno - accompagnato da un filmato dei tre itinerari pilota - ha sottolineato il ruolo della porte d'acqua come invito, accesso e biglietto da visita per il territorio interno della provincia, costellato di lagune, relitti di lagune, fiumi, canali artificiali e valli, isole, battisteri, torri e casoni. Questi nodi del territorio, a cominciare dai punti nautici, e i modi che si propongono al visitatore per "percorrere" la provincia (lungo itinerari d'acqua) servono, oltre che a connettere siti di vario interesse e tipo, a filtrare l'utenza, in base al suo particolare interesse culturale. Quello di Marinas, consiste nell'integrare le due sponde dell'Adriatico e si sviluppa anche con la partecipazione del COSES al gruppo di esperti del Progetto Marinas, guidato dalla Provincia di Ancona che si svolge sul blog www.adrimarinas.eu/blog.


Isabella Scaramuzzi, marzo 2008.


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